03 Luglio, 2008 16:16 in [brainwork , immaginari ]

Dovete sapere che le api operaie hanno la capacità di mettere a tacere il loro sistema riproduttivo in presenza di una regina fertile. Tutto lavoro e zero divertimento. Una ricerca pubblicata sulla rivista Genetics svela che in alcune popolazioni di api definite "anarchiche" la soglia di attivazione delle ovaie si abbassa, e quindi molte operaie se ne fregano della regina e cominciano a produrre uova. Se non ho capito male lo studio è una buona notizia, una volta tanto.

30 Giugno, 2008 18:14 in [brainwork , mondo , torredavorio ]

Sono di ritorno da Malmo, dove si è tenuto il decimo PCST, il congresso mondiale sulla Comunicazione pubblica della scienza e della tecnologia. In tre giorni si sono concentrate qualcosa come settanta sessioni parallele sugli argomenti più diversi, trecento relazioni che spaziavano dalla comunicazione del cambiamento climatico ai bambini all'uso del web 2.0 e dei blog, fino al motivo per cui l'imperatore Hirohito si è presentato ai media come "imperatore scienziato" (per far scordare almeno un po' le sue colpe nelle devastazioni della guerra).

Un congresso tutto sommato senza grosse sorprese, in cui alcune cose interessanti sono venute non dagli accademici ma dagli anfibi: giornalisti/ricercatori, comunicatori senza frontiere. Per esempio Larry Sanger, fondatore di Wikipedia ora impegnato nel progetto Citizendium, un enciclopedia online aperta alla partecipazione pubblica ma non anonima e supervisionata da esperti, che si pone il problema di quanto sia possibile allargare la "radical collaboration" del modello wiki alla scienza.

Oppure, dal lato accademico, uno studio come quello di Hans Peter Peters e altri colleghi sparsi per il mondo, che hanno fatto un'indagine internazionale - che verrà pubblicata il mese prossimo su Science - sulle interazioni tra scienziati e media e sul ruolo delle strutture di PR delle istituzioni scientifiche. In crescita, ovviamente, mentre sempre più scienziati credono che la comunicazione sia un'attività fondamentale che fa parte del loro lavoro quotidiano.

In generale tuttavia il modello che emerge da questo convegno non è troppo vivace, schiacciato com'è sulle necessità della scienza e legato alla capacità di aiutare la politica e le istituzioni a sviluppare le proprie policy di gestione del rapporto tra scienza e cittadini. Per chi avesse voluto uno sguardo più critico, una parziale delusione.

21 Maggio, 2008 17:48 in [controllo , brainwork , mondo ]

Nerd sulle barricate! L'opposizione al governo razzista parte dai laboratori! Oggi dalla segreteria della Sissa di Trieste mi è arrivata questa mail:

Permits of Stay/Permessi di Soggiorno
A: SISSA Users

To all non-European Union students and researchers at SISSA. In view of the possibility of a future tightening up of the regulations governing the Permits of Stay/Permessi di Soggiorno, please regularly check the expiry date of your Permits of Stay (for those of you who are lucky enough to have received one of course!).

Infatti la Sissa, che è un centro di ricerca di respiro internazionale, accoglie decine di ricercatori da tutto il mondo. Il mese scorso (con un altro governo in carica) aveva organizzato una tavola rotonda sul tema, di cui aveva riferito anche l'Espresso. Bene, temo che allora fa il problema fosse nullo in confronto a quello che farà Maroni ai fisici nerd che si ostinano ad arrivare dall'India o dalla Russia. Non sono badanti, no? Lavori forzati! Comunque, la cosa più imbarazzante è quel "per quelli tanto fortunati da aver già ricevuto il permesso di soggiorno". Sì, perché il permesso te lo consegnano dopo mesi di attesa, di solito quando è già scaduto...

13 Maggio, 2008 17:06 in [brainwork , movimento ]

Zero in condotta ai tutor precari di Cepu, quelli che fanno passare gli esami anche agli studenti più asini: a Bologna si sono ribellati alle vessazioni dell'azienda. Uno sciopero (merce rara tra i precari), un appello, un blog, e l'inizio di una campagna nazionale. Per un po' dovrete passarli da soli questi esami. Sotto l'articolo uscito sul Manifesto:

Li potremmo prendere a paradigma degli sfruttari italiani, almeno di quelli che hanno passato anni a studiare: alta scolarizzazione, contratto cocoprò, retribuzione di pochi euro l'ora, zero diritti e tutele, mentre intanto il padrone di Cepu e Grandi Scuole - gli istituti che ti promettono la promozione assicurata - macina lauti profitti. I due marchi - molto pubblicizzati, conosciuti in passato anche per gli spot di Alex Del Piero - sono stati fondati da Francesco Polidori: nel 1969 aveva dato vita alla Marcon - casa editrice di materiale didattico per il recupero degli anni scolastici - evolutasi poi in Grandi Scuole nel 1986, a cui nel 1991 si affiancò la Cepu (e tra l'altro nel 1995 il gruppo acquisì la storica Scuola Radio Elettra di Torino).

 (Continua)

05 Maggio, 2008 16:29 in [brainwork ]

A proposito di gratuità: The slip, il nuovo album dei Nine Inch Nails, lo si può scaricare completamente gratis dal loro sito. E' rilasciato con licenza Creative Commons e tutti sono invitati a remixarlo e mettere la propria versione a disposizione di tutti. 

03 Maggio, 2008 14:06 in [brainwork , capitale , infotech , recensioni ]

Mentre scrivo il mio pc sta scaricando un tot di film e dischi piratati. Sono un criminale o sto fruendo cultura nel modo proprio del nostro tempo? Un criminale, secondo Denis Olivennes, ex-direttore della megacatena di distribuzione di dischi Fnac in Francia e consulente del governo Sarkozy in materia. Ribaltando il celebre motto di Proudhon, “La proprietà è un furto”, il suo libro si intitola La gratuità è un furto. Quando la pirateria uccide la cultura (Libri Scheiwiller, 128 pagine, 14 euro).

L'autore sostiene che l'anarchia di internet finirà col ridurre la diversità culturale, togliendo ossigeno agli autori che non si uniformano al mainstream delle major. È il rischio della “scomparsa pura e semplice delle opere, in conseguenza di mancati guadagni da parte di creatori e produttori”.

 (Continua)

02 Maggio, 2008 23:56 in [brainwork , capitale , movimento ]

Dalle reti virtuali di Internet alle reti sociali e di lavoratori che vivono nel mondo della precarietà. Ned Rossiter è un ricercatore indipendente che vive a Pechino e che si occupa dei nessi tra cultura di rete, lavoro creativo e precarietà. Il suo libro Organized Networks: Media Theory, Creative Labour, New Institutions verrà pubblicato da Manifestolibri nel corso del 2008.

Gli abbiamo chiesto di commentare la EuroMayday 2008 prendendo spunto da quello che succede online, nello sfruttamento economico della cooperazione di milioni di utenti da parte delle aziende del web 2.0, e nella società, dove il precariato è alla ricerca di nuove forme di organizzazione e di risposte alla complessità del capitalismo odierno.

 (Continua)

28 Aprile, 2008 01:43 in [brainwork , oppiodeipopoli ]

Problemi di contratto? La precarietà ti fa venire la digestione pesante? Non cercare scuse: la flessibilità fa bene alla salute! Mentre la Mayday 2008 si avvicina, la scienza dà una spintarella ai manifestanti sostenendo che i precari si ammalano di meno degli altri lavoratori, anzi scoppiano di salute e benessere.

Alcuni ricercatori infatti si sono presi la briga di analizzare i comportamenti di 3.000 lavoratori di una multinazionale. I risultati, pubblicati sullo Psychologist-Manager Journal, dicono che una flessibilità maggiore è associata a una diminuzione delle assenze per malattia e a un rendimento migliore. Di conseguenza l'immarcescibile Joseph G. Grzywacz, autore dello studio, ci tiene a farci sapere che "programmi e policy che promuovono la flessibilità possono avere effetti positivi sulla salute dei lavoratori".

A parte la facile considerazione che la precarietà è sempre più al centro di chi si occupa di lavoro (anche se altri dicono che faccia male), qualcuno può dire al prof. Grzywacz che i precari non si ammalano meno, ma casomai vanno al lavoro anche con l'influenza? Lui l'ha provato un contratto in scadenza? Altro che malattia...

10 Aprile, 2008 23:46 in [brainwork , europa , movimento ]

Ci rivolgiamo a tutti e a tutte; uomini e donne, precari e precarie, native e migranti, lavoratrici e lavoratori dei call center, degli aeroporti, dello spettacolo e della moda, dell’informazione e della formazione, delle ricerca, delle cooperative sociali, della distribuzione. Ci rivolgiamo agli operai e alle operaie, delle fabbriche e dei servizi, agli studenti, alle associazioni, ai centri sociali, alle mille forme di resistenza e di autorganizzazione che ri-generano i territori e le metropoli martoriati dal vampirismo neoliberista.

La precarietà picchia duro, nel lavoro e nella vita. Non è “sfiga”. Non è cosa passeggera. Non è un problema sociale tra gli altri ne’ un titolo di un giornale. Non è semplicemente la perversa proliferazione di contratti atipici ne’ un dazio che le giovani generazioni sono costrette a pagare per entrare nel mercato del lavoro.

 (Continua)

28 Marzo, 2008 13:39 in [brainwork , movimento ]

San Precario ha fatto il miracolo: ti senti vittima di comportamenti scorretti sul posto di lavoro? Ti sembra che il tuo datore di lavoro non rispetti i tuoi diritti? Non sai che fare? Sappilo, con il "Piccolo manuale di sopravvivenza. Orientarsi nel mondo dei contratti e degli stipendi" appena pubblicato dal Punto San Precario. 

Infatti "sembra assolutamente raro trovare datori di lavoro disposti ad essere chiari e corretti, cosa che genera un enorme flusso di informazioni errate tra i lavoratori stessi: esse sono spesso figlie di ipotesi, dicerie, convinzioni e non aiutano chi lavora a concentrarsi serenamente sui propri compiti, acuendo la sensazione di essere spesso sfruttati o addirittura truffati".

Scarica il manuale e troverai informazioni su contratti, orari, diritti, retribuzioni. Se poi scopri di aver davvero bisogno di aiuto e i sindacati non riescono a dartelo, puoi sempre contattare il santo in persona.

24 Marzo, 2008 20:41 in [brainwork , capitale , immaginari , recensioni ]

È uscito l'ultimo libro di Geert Lovink: Zero comments, Teoria critica di Internet (Bruno Mondadori, 192 pagine, 14 euro). Il pregio principale di questo libro è quello di porsi il problema che gli apologeti del web 2.0 cercano sempre di nascondere sotto al tappeto: «Perché gli utenti dovrebbero continuare a pubblicare tutti quei dati privati, dai quali una manciata di aziende ricava miliardi di dollari di profitti? Perché dovrebbero cedere gratuitamente i loro contenuti mentre un pugno di imprenditori del Web 2.0 sta facendo i milioni?»

Insomma, al di là della retorica sulla gratuità di Internet (Lovink l'aveva chiamata «ideologia del free») e di quella della democrazia della rete c'è un mondo da analizzare. Una delle categorie usate è quella del nichilismo. Non certo in senso galimbertiano (oddio, i giovani non hanno più valori!) ma ritrovando negli utenti della rete la capacità di distruggere i mostri della comunicazione: «I blogger non rappresentano altro che sé stessi. E in questo senso livellano, azzerano le strutture centralizzate di senso. Le autorità, dal Papa ai partiti alla stampa, non influenzano più la nostra visione del mondo».

Va bene, forse anche Lovink si lascia un po' prendere la mano. Però la domanda finale prima o poi dovrà trovare risposta: «Perché non usiamo la nostra “immaginazione collettiva” per escogitare modelli sostenibili per una cyber-infrastruttura pubblica?»

PS: consigli per i lettori. Se non siete patiti della New media art, saltate a piè pari l'ultimo capitolo. E quando leggete che «È ora di rompere il consenso libertario» fate come se fosse «rompere il consenso liberista». L'ho tradotto io, ma questa non è certo opera mia. Geert, non volermene.

24 Marzo, 2008 19:59 in [brainwork , qwerty , movimento ]

Vuoi spargere un po' di panico in rete, o più semplicemente divertirti? Usa la nuova piattaforma blog di Fake is a Fake, che ti permette di riprodurre alla perfezione le pagine di La Repubblica, Osservatore Romano, Financial Times, Casa bianca e WTO.

Come dicono quelli di Fake is a Fake, per una volta puoi parlare con la voce del padrone. Lo dicono anche in un'intervista alla Repubblica: "finalmente il falso è alla portata di tutti". Approfittane.

There is not just one Truth.
There are not many Truths.
Tertium datur: Truth is nonsense.
- Luther Blissett -