Ho scritto questo articolo dopo un breve viaggio a Saragozza nei giorni dell'inaugurazione dell'Esposizione internazionale 2008. In attesa dell'inizio dei lavori per la Expo Universale di Milano del 2015, ho potuto dare un'occhiata alle dinamiche economiche e politiche entrate in gioco in Aragona. Ps: il mio sguardo era quello dei movimenti ecologisti che hanno contestato la Expo. Per un punto di vista più ottimista si legga qualsiasi giornale di Spagna (e del mondo). Per le foto, dovete aspettare ancora qualche giorno.
Un altro fumetto di uno dei miei autori referiti è appena uscito anche in Italia: Bitch! di Miguel Ángel Martín (Purple Press, 128 pagine, 16 euro), disegnatore spagnolo famoso per il classico Brian the brain e per i casini accaduti dopo la pubblicazione del suo Psychopathia Sexualis. Pochi mesi fa era uscito il suo Neurohabitat. Cronache dall'isolazionismo.
Stavolta Martín passa al colore, abbandonando il suo tagliente bianco e nero per riempire di colori acidi, fuxia, giallo, azzurro, i personaggi della sua storia. Altra novità: il futuro, in Bitch!, è un futuro politico e sociale. Non tecnologico, a differenza delle sue altre opere in cui scienza e tecnologia hanno sempre avuto un ruolo cruciale nella definizione dei futuri distopici di cui è un grande narratore.
In questo futuro postmoderno e fascistoide, i movimenti controculturali sono ridotti all'angolo dalla repressione ma anche dalle loro stesse contraddizioni. Allo Spraycan, il centro sociale in cui si svolge la storia, passano writers e lesbiche ma anche terroristi e antisemiti. Se i personaggi vi sembrano banali - dato che in fondo riproducono figure tipiche come il naziskin, il palestinese incazzato, la tipa della casa occupata che viene da una famiglia borghese - aspettate di vedere come si intrecciano le loro storie e le loro identità. I risultati delle loro azioni sono comunque la disperazione e l'annullamento di ogni slancio utopico e vitale. E la catastrofe, che incombe su di loro come un avvoltoio.
Qui la mia recensione di Neurohabitat.
Qui un'intervista a Martín su Bitch!
A seguire un paio di tavole.
Cepu, i tutor precari si ribellano
Zero in condotta ai tutor precari di Cepu, quelli che fanno passare gli esami anche agli studenti più asini: a Bologna si sono ribellati alle vessazioni dell'azienda. Uno sciopero (merce rara tra i precari), un appello, un blog, e l'inizio di una campagna nazionale. Per un po' dovrete passarli da soli questi esami. Sotto l'articolo uscito sul Manifesto:
Li potremmo prendere a paradigma degli sfruttari italiani, almeno di quelli che hanno passato anni a studiare: alta scolarizzazione, contratto cocoprò, retribuzione di pochi euro l'ora, zero diritti e tutele, mentre intanto il padrone di Cepu e Grandi Scuole - gli istituti che ti promettono la promozione assicurata - macina lauti profitti. I due marchi - molto pubblicizzati, conosciuti in passato anche per gli spot di Alex Del Piero - sono stati fondati da Francesco Polidori: nel 1969 aveva dato vita alla Marcon - casa editrice di materiale didattico per il recupero degli anni scolastici - evolutasi poi in Grandi Scuole nel 1986, a cui nel 1991 si affiancò la Cepu (e tra l'altro nel 1995 il gruppo acquisì la storica Scuola Radio Elettra di Torino).
Il lavoro al tempo della rete, intervista a Ned Rossiter
Dalle reti virtuali di Internet alle reti sociali e di lavoratori che vivono nel mondo della precarietà. Ned Rossiter è un ricercatore indipendente che vive a Pechino e che si occupa dei nessi tra cultura di rete, lavoro creativo e precarietà. Il suo libro Organized Networks: Media Theory, Creative Labour, New Institutions verrà pubblicato da Manifestolibri nel corso del 2008.
Gli abbiamo chiesto di commentare la EuroMayday 2008 prendendo spunto da quello che succede online, nello sfruttamento economico della cooperazione di milioni di utenti da parte delle aziende del web 2.0, e nella società, dove il precariato è alla ricerca di nuove forme di organizzazione e di risposte alla complessità del capitalismo odierno.
EuroMayDay008: il primo maggio precario che travolge i confini del futuro!
Ci rivolgiamo a tutti e a tutte; uomini e donne, precari e precarie,
native e migranti, lavoratrici e lavoratori dei call center, degli
aeroporti, dello spettacolo e della moda, dell’informazione e della
formazione, delle ricerca, delle cooperative sociali, della
distribuzione. Ci rivolgiamo agli operai e alle operaie, delle
fabbriche e dei servizi, agli studenti, alle associazioni, ai centri
sociali, alle mille forme di resistenza e di autorganizzazione che
ri-generano i territori e le metropoli martoriati dal vampirismo
neoliberista.
La precarietà picchia duro, nel lavoro e nella vita. Non è “sfiga”. Non è cosa passeggera. Non è un problema sociale tra gli altri ne’ un titolo di un giornale. Non è semplicemente la perversa proliferazione di contratti atipici ne’ un dazio che le giovani generazioni sono costrette a pagare per entrare nel mercato del lavoro.
Manuale di sopravvivenza per precari
San Precario ha fatto il miracolo: ti senti vittima di comportamenti scorretti sul posto di lavoro? Ti sembra che il tuo datore di lavoro non rispetti i tuoi diritti? Non sai che fare? Sappilo, con il "Piccolo manuale di sopravvivenza. Orientarsi nel mondo dei contratti e degli stipendi" appena pubblicato dal Punto San Precario.
Infatti "sembra assolutamente raro trovare datori di lavoro disposti ad essere chiari e corretti, cosa che genera un enorme flusso di informazioni errate tra i lavoratori stessi: esse sono spesso figlie di ipotesi, dicerie, convinzioni e non aiutano chi lavora a concentrarsi serenamente sui propri compiti, acuendo la sensazione di essere spesso sfruttati o addirittura truffati".
Scarica il manuale e troverai informazioni su contratti, orari, diritti, retribuzioni. Se poi scopri di aver davvero bisogno di aiuto e i sindacati non riescono a dartelo, puoi sempre contattare il santo in persona.
Vuoi spargere un po' di panico in rete, o più semplicemente divertirti? Usa la nuova piattaforma blog di Fake is a Fake, che ti permette di riprodurre alla perfezione le pagine di La Repubblica, Osservatore Romano, Financial Times, Casa bianca e WTO.
Come dicono quelli di Fake is a Fake, per una volta puoi parlare con la voce del padrone. Lo dicono anche in un'intervista alla Repubblica: "finalmente il falso è alla portata di tutti". Approfittane.
There are not many Truths.
Tertium datur: Truth is nonsense.
- Luther Blissett -
29 febbraio: il compleanno di San Precario
Sergio Bologna sulla Writers Guild of America
Dal Manifesto del 19 febbraio un commento di Sergio Bologna sullo sciopero degli sceneggiatori americani.
Mentre l'Italia registrava l'ennesima morte sul lavoro e le lacrime di coccodrillo da sottile rivolo diventavano torrente in piena, io passavo ore a seguire sul video del mio computer di casa le vicende dello sciopero degli sceneggiatori americani. Non è per raccontarlo, meglio di me altri lo hanno fatto, ma per riflettere sulle possibilità della comunicazione oggi che propongo queste considerazioni. Per dire che il soggetto è doppio, noi che seguiamo da lontano e loro che laggiù agiscono e la riflessione va fatta su tutti e due, perché ambedue siamo coinvolti in un processo di trasformazione. Perché ci ho speso del tempo? Perché ormai i comportamenti conflittuali dei «lavoratori della conoscenza» e della «classe creativa» sono diventati il centro della mia riflessione; ritengo questa una delle componenti sociali più dinamiche in tutti i sensi.
Tav e ponte: Le ragioni del no
I media, e la politica di palazzo, li hanno dipinti come il “popolo del no”, ostacolo al progresso e al benessere del paese, ignoranti, egoisti interessati solo al cortile di casa e magari anche violenti. Eppure i movimenti che si scontrano contro una certa idea di progresso non sono solo portatori di un'idea differente di sviluppo e di benessere. Sono anche un esempio di democrazia e di un nuovo modo di rapportarsi al sapere tecnico e alla politica.
Non lo dice un Beppe Grillo qualunque, ma uno studio sociologico che si è concentrato su due mobilitazioni simbolo delle lotte contro le devastazioni ambientali: contro la Tav in Val di Susa e contro il ponte sullo stretto di Messina. Le conclusioni sono state pubblicate in un libro, Le ragioni del no (Feltrinelli, 192 pagine, 11 euro) da Donatella della Porta e Gianni Piazza, due studiosi dei movimenti sociali che hanno deciso di puntare l'obiettivo sui “cortili” di casa nostra per trarne un quadro che ai problemi locali si allarga ad abbracciare tematiche di interesse ben più ampio. Ne abbiamo discusso con Donatella della Porta.
(Continua)
HackIt_07 - ten years nerdcore
E' il decimo hackmeeting italiano. Per la decima volta autogestito, senza sponsor, ospitato da uno spazio sociale. Dal 28 al 30 settembre, al CSOA Rebeldia di Pisa si incontrerà ancora la comunità hacker italiana (e come specificano loro, "un vero hacker per noi e' chi vuole gestire se stesso e la sua vita come vuole lui, e sa (s)battersi per farlo. Anche se non ha mai visto un computer in vita sua").
Nei tre giorni di seminari si parlerà di Linux, VoIP(Voice over Internet Privacy), Wi-Fi Hunting, si imparerà a hackerare una bici e farsi il pane, progettare una rete distribuita e criptare la posta elettronica. Per chi non ha mai visto un hackmeeting, si consiglia una visita guidata al regno nerd del Lan Space. Chi ne capisce un po' di più si presenti un paio di giorni prima, c'è da preparare il Rebeldia all'assalto delle centinaia di geek che affolleranno il meeting.
Per tutto il mese di agosto ho tenuto un paginone settimanale su Liberazione, dedicato a scienza, rete, movimenti, sviluppo...
Si partiva con la scienza collaborativa online, aperta e orizzontale, per passare a Second Life (il giorno di ferragosto, cosa c'è di più adatto all'ombrellone?) e alla ristampa di Snow Crash di Neal Stephenson (Rizzoli, 551 pag, 11,60 euro), il romanzo che ha inventato il Metaverso.
Passata la sbornia di mojito e crema solare si arriva al rapporto, spesso ma non sempre conflittuale, tra scienza e movimenti, per concludere oggi con i problemi legati allo sviluppo: quale scienza e quale tecnologia per i paesi poveri?






