22 Maggio, 2008 12:59 in [biotech , controllo , scienzocrazia , palazzo ]

Mentre in Italia i migranti vengono discriminati sulla base di colore della pelle, faccia, reddito e paese di provenienza, il grande satana George Bush ha firmato il Genetic Information Nondiscrimination Act, una legge per impedire la discriminazione sulla base dei dati genetici. In un mondo in cui l'uso della genetica aumenta in modo vertiginoso e in cui in via teorica tutti potremmo conoscere i rischi che corriamo di contrarre alcune patologie, non è poco. La legge che era passata all'unanimità alle camere Usa - dopo qualche giochetto da parte di assicuratori e compagnia - è la prima al mondo dedicata in modo organico a questi problemi. La senatrice Olympia Snowe (repubblicana e sponsor del provvedimento), la chiama "la prima legge sui diritti civili del 21mo secolo".

In sostanza impedisce a datori di lavoro e assicurazioni a discriminare qualcuno in base al suo dna. Purtroppo però ha un bel po' di bachi: per esempio non vieta di cedere i dati a terzi e non si applica ai militari. Non rende impossibile la discriminazione, ma si limita a renderla illegale. Come deterrente sarà abbastanza forte? Se verrà presa a esempio dal resto del mondo, dovrà essere soggetta a un po' di dibattito in più. Anche se, di questi tempi, potremmo anche ritrovarcela peggiorata.

03 Febbraio, 2008 23:48 in [McVegan , europa , palazzo ]

Il governo britannico ha risposto alla petizione, inviata da decine di personalità del mondo vegetariano, che chiedeva di "legalizzare" i termini "vegan" e "vegetarian". Non che sia proibito pronunciarli, ma non hanno quella definizione di valore legale che in campo alimentare è garantita, per esempio, al termine "biologico". Una bella differenza, quando un consumatore deve valutare l'etichetta di un prodotto.

Ora il governo UK ha ammesso che le direttive europee che definiscono il significato di questi termini non sono sufficienti, e che le linee guida in proposito della Food Standards Agency non sono obbligatorie. Per questo si è impegnato ad analizzare l'efficacia di queste linee guida ed eventualmente a rivederle periodicamente. Sembra che l'India, da questo punto di vista, sia la nazione più attenta all'etichettatura dei prodotti vegani e vegetariani. Qui la nota del Ministero della sanità indiano.

04 Dicembre, 2007 16:15 in [McVegan , europa , palazzo ]

La notizia la prendo da Andrea, che la intitola significativamente "due piccioni con una fava", ma viene dal New York Times. Mariann Fischer Boel, commissaria europea per l'alimentazione, avverte preoccupata i ministri dell'Unione: la resistenza europea agli ogm mette a rischio anche il mercato della carne aumentando i costi per l'allevamento di maiali e polli: il mangime non-ogm costa di più.

Friends of the Earth Europe risponde che i prezzi dei mangimi salgono perché gli agricoltori americani vendono i cereali ai produttori di biocarburante, diminuendo l'offerta disponibile sul mercato. Invece, durante la cena a porte chiuse in cui Fischer Boel ha posto il problema, alcuni ministri dell'Unione si sarebbero trovati d'accordo con lei e hanno dichiarato che le politiche europee sugli ogm andrebbero riviste. Chissà cos'avevano mangiato.

03 Dicembre, 2007 19:57 in [scienzocrazia , palazzo , torredavorio ]

Sul sito del Ministero della salute è uscito il bando di finanziamento riservato ai ricercatori con meno di 40 anni. Lo ha presentato il senatore Ignazio Marino. Se lo leggete bene, vedrete che non si parla solo di scienza: un'importante esponente degli anfibi aveva proposto a Marino di inserire nel bando una parte legata alla comunicazione e alla discussione pubblica dei risultati delle ricerche finanziate.

Il suggerimento è stato accolto in parte, ma anche travisato: nel bando si parla della necessità di attuare "iniziative di divulgazione delle tematiche di ricerca affrontate verso l'opinione pubblica". Verso l'opinione pubblica? Noi chiedevamo di dare ai cittadini la possibilità di discutere, decidere, capire. Di dire la loro, non di ascoltare e basta. Mettersi in gioco di più potrebbe servire anche ai ricercatori. 

Il bando completo è qui.

10 Aprile, 2007 21:19 in [europa , palazzo ]

Uno studio commissionato dal parlamento europeo conferma, per l'ennesima volta, che l'Eit (European Institute of Technology) non si farà. Almeno non nei termini definiti da Barroso e dalla commissione europea nel 2005.

L'idea di ricreare un'istituzione scientifico-tecnologica di punta, sulla falsariga del noto Massachusetts Institute of Technology di Boston, non convince. La creatura di José Manuel Barroso ha già incontrato diversi ostacoli sul suo cammino. Se inizialmente l'Eit doveva essere collocato in un'unica città europea, le proteste dei membri dell'Unione avevano già obbligato a fare marcia indietro. Ma nemmeno la seconda proposta, quella di una direzione centrale che coordinasse sei o sette sedi sparpagliate per tutta Europa, convince.

 (Continua)