Una vacanza nucleare
03 Luglio, 2008 10:50 in [
catastrofe
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Stufi dei soliti viaggi organizzati, Nathan Hodge e Sharon Weinberger hanno scelto un itinerario esplosivo. Una vacanza tra moglie e marito, che li ha portati in giro per il mondo nei luoghi simbolo della bomba nucleare. Il deserto del Nevada, dove si sperimentavano le atomiche, le città fantasma sovietiche, i siti di arricchimento dell'uranio in Iran.
Una volta tornati a casa – sani e salvi – ci hanno scritto un libro, A Nuclear Family Vacation: vi farà divertire e renderà (forse) un po' più simpatici i fisici che lavoravano metri e metri sottoterra nei laboratori segreti di Los Alamos. Ma vi allarmerà sulle politiche inconsistenti dell'amministrazione Bush, disposta a tutto pur di non parlare di disarmo.
Qui potete vedere lo slideshow delle foto dai luoghi della vacanza
Qui un'intervista a Nathan e Sharon
Bruno Latour: Disinventare la modernità
02 Luglio, 2008 11:42 in [
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Davvero scienziati ed esperti sono in grado di decidere quali sono i fatti e controllare la direzione del progresso? Sono alcune delle domande cruciali che si è posto, nella sua ormai trentennale attività di ricerca, il sociologo e antropologo della scienza francese Bruno Latour. Ora Eleuthera gli dedica un piccolo volume: Disinventare la modernità. Conversazioni con François Ewald (72 pagine, 8 euro), una lunga intervista che cerca di ripercorrere le tappe della sua carriera e i punti più importanti del suo pensiero.
Partiamo dal tipo di modernità che Latour si propone di disinventare. In Non siamo mai stati moderni l'antropologo francese aveva chiamato modernità la capacità di separare in modo netto – e artificioso – fatti e valori. Da una parte i fatti, verificati da una scienza neutrale. Dall'altra i valori, le scelte politiche, gli interessi. Oggi tuttavia secondo Latour non siamo più moderni, dato che questa separazione non è più possibile, e gli oggetti di cui il nostro mondo si è popolato sono sì diversi ma legati indissolubilmente tra di loro, che si tratti di microbi, ricercatori, valori etici, transistor...
(Continua)
I fumetti del Prof. Bad Trip
30 Giugno, 2008 19:55 in [
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La Shake edizioni continua con la sua opera di recupero della produzione del Prof. Bad Trip, uno degli artisti più innovativi prodotti dall'underground italiano dagli anni ottanta a oggi, scomparso un anno e mezzo fa e cui aveva già dedicato un altro volume, L'arte del professor Bad Trip, e un sito internet per mantenerne vivo il ricordo.
Stavolta invece un libro raccoglie i fumetti del professore (I fumetti del Prof. Bad Trip, 256 pagine, 15 euro), pseudonimo di Gianluca Lerici, un grande interprete dei mutamenti politici e tecnologici che hanno attraversato il mondo negli anni del post-fordismo, del riflusso della politica e della tragedia ecologica.
(Continua)
Renzo Tomatis: L'ombra del dubbio
19 Giugno, 2008 15:52 in [
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La scienza, anche la ricerca medica, come continuazione dell'impegno umano e sociale, come parte integrante del percorso culturale dell'essere umano. Renzo Tomatis è stato un interprete non comune di questa visione della scienza: medico, ricercatore di fama internazionale – ha diretto per lunghi anni l'Agenzia per la ricerca sul cancro dell'Organizzazione mondiale della sanità – ma anche scrittore e protagonista di battaglie per la prevenzione del cancro, contro gli interessi aziendali e i loro condizionamenti alla ricerca, in aiuto dei lavoratori colpiti da patologie legate all'esposizione ad agenti tossici e cancerogeni.
L'ultimo suo libro, L'ombra del dubbio (144 pagine, 13,50 euro) ,pubblicato postumo dall'editore Sironi e impreziosito dalle prefazioni di Claudio Magris e Paolo Vineis, è una raccolta di racconti che hanno sempre al centro la professione del ricercatore. Il primo soprattutto, quello che dà il titolo al volume, è un manifesto della sensibilità di Tomatis per i conflitti di interessi, i patteggiamenti continui con le dinamiche di potere e la perdita dell'innocenza che caratterizzano il lavoro di chi fa ricerca in un settore tanto delicato e importante, ma con tanti legami con l'industria, come quello medico. I protagonisti, compreso il narratore in cui si riconoscono tratti autobiografici, sono invischiati in gelosie, legami nascosti con finanziatori non del tutto limpidi e condizionamenti che ne piegano l'attività di ricerca indirizzandola verso verità non sempre cristalline.
(Continua)
Miguel Ángel Martín - Bitch!
Un altro fumetto di uno dei miei autori referiti è appena uscito anche in Italia: Bitch! di Miguel Ángel Martín (Purple Press, 128 pagine, 16 euro), disegnatore spagnolo famoso per il classico Brian the brain e per i casini accaduti dopo la pubblicazione del suo Psychopathia Sexualis. Pochi mesi fa era uscito il suo Neurohabitat. Cronache dall'isolazionismo.
Stavolta Martín passa al colore, abbandonando il suo tagliente bianco e nero per riempire di colori acidi, fuxia, giallo, azzurro, i personaggi della sua storia. Altra novità: il futuro, in Bitch!, è un futuro politico e sociale. Non tecnologico, a differenza delle sue altre opere in cui scienza e tecnologia hanno sempre avuto un ruolo cruciale nella definizione dei futuri distopici di cui è un grande narratore.
In questo futuro postmoderno e fascistoide, i movimenti controculturali sono ridotti all'angolo dalla repressione ma anche dalle loro stesse contraddizioni. Allo Spraycan, il centro sociale in cui si svolge la storia, passano writers e lesbiche ma anche terroristi e antisemiti. Se i personaggi vi sembrano banali - dato che in fondo riproducono figure tipiche come il naziskin, il palestinese incazzato, la tipa della casa occupata che viene da una famiglia borghese - aspettate di vedere come si intrecciano le loro storie e le loro identità. I risultati delle loro azioni sono comunque la disperazione e l'annullamento di ogni slancio utopico e vitale. E la catastrofe, che incombe su di loro come un avvoltoio.
Qui la mia recensione di Neurohabitat.
Qui un'intervista a Martín su Bitch!
A seguire un paio di tavole.
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La gratuità è un furto
03 Maggio, 2008 14:06 in [
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Mentre scrivo il mio pc sta scaricando un tot di film e dischi piratati. Sono un criminale o sto fruendo cultura nel modo proprio del nostro tempo? Un criminale, secondo Denis Olivennes, ex-direttore della megacatena di distribuzione di dischi Fnac in Francia e consulente del governo Sarkozy in materia. Ribaltando il celebre motto di Proudhon, “La proprietà è un furto”, il suo libro si intitola La gratuità è un furto. Quando la pirateria uccide la cultura (Libri Scheiwiller, 128 pagine, 14 euro).
L'autore sostiene che l'anarchia di internet finirà col ridurre la diversità culturale, togliendo ossigeno agli autori che non si uniformano al mainstream delle major. È il rischio della “scomparsa pura e semplice delle opere, in conseguenza di mancati guadagni da parte di creatori e produttori”.
(Continua)
Wu Ming - Previsioni del tempo
06 Aprile, 2008 19:15 in [
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“Giuliano si era chiesto ancora una volta perché diavolo fosse necessario andare a prendersela su la Nord, la monnezza, che ce n'era più che abbastanza lì da loro.” È così, con un viaggio di monnezza su e giù per le autostrade martoriate italiane dalla pioggia, che anche i Wu Ming esordiscono tra i titoli della collana VerdeNero delle Edizioni ambiente, la serie di noir tascabili di scrittori italiani sponsorizzata da Legambiente e tutta dedicata a esplorare i sudici (in ogni senso) territori delle ecomafie all'italiana, storico nemico dell'associazione ambientalista.
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Italia 2. Viaggio nel paese che abbiamo inventato
26 Marzo, 2008 01:29 in [
immaginari
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Quante italie ci sono? Una per ogni gusto. E se quella che vogliamo non c'è la possiamo costruire, in plastica, celluloide e perlinato. Così finalmente tutti potranno scegliere in quale reality show vivere, alla faccia della monotonia di tutti i giorni. Intanto potete valutare il catalogo ampio, anche se volutamente parziale e personale, compilato da Cristiano de Majo e Fabio Viola, che in Italia 2. Viaggio nel paese che abbiamo inventato (Minimum fax, 338 pagine, 16 euro) hanno raccontato le italie di plastica, quelle prodotte ad uso e consumo dei nostri immaginari collettivi più che della realtà delle nostre vite.
Il loro tour in queste italie pop che invadono il territorio come parchi tematici tentacolari, ramificandosi all'interno del mondo cosiddetto normale che le circonda, è diventato una lettura piacevole, a tratti spassosa ma che in alcune pagine può rischiare di farci cadere in disperazione: in fondo le italie 2 sono proprio di fianco a casa nostra, e da un giorno all'altro potrebbero contagiare anche noi. Ho tremato al pensiero delle due realtà parallele più vicine a me: lo sfigatissimo santuario della madonna del pero di San Damiano, orrendamente vicino all'aeroporto da cui decollavano i Tornado diretti a bombardare la Serbia, e l'incredibile outlet di Fidenza, un'esperienza onirica, un villaggio che nel bel mezzo della bassa unisce templi egizi e castelli medievali (ma niente paura, sono solo negozi di vestiti).
(Continua)
Zero comments
È uscito l'ultimo libro di Geert Lovink: Zero comments, Teoria critica di Internet (Bruno Mondadori, 192 pagine, 14 euro). Il pregio principale di questo libro è quello di porsi il problema che gli apologeti del web 2.0 cercano sempre di nascondere sotto al tappeto: «Perché gli utenti dovrebbero continuare a pubblicare tutti quei dati
privati, dai quali una manciata di aziende ricava miliardi di dollari
di profitti? Perché dovrebbero cedere gratuitamente i loro contenuti
mentre un pugno di imprenditori del Web 2.0 sta facendo i milioni?»
Insomma, al di là della retorica sulla gratuità di Internet (Lovink l'aveva chiamata «ideologia del free») e di quella della democrazia della rete c'è un mondo da analizzare. Una delle categorie usate è quella del nichilismo. Non certo in senso galimbertiano (oddio, i giovani non hanno più valori!) ma ritrovando negli utenti della rete la capacità di distruggere i mostri della comunicazione: «I blogger non rappresentano altro che sé stessi. E in questo senso
livellano, azzerano le strutture centralizzate di senso. Le autorità,
dal Papa ai partiti alla stampa, non influenzano più la nostra visione
del mondo».
Va bene, forse anche Lovink si lascia un po' prendere la mano. Però la domanda finale prima o poi dovrà trovare risposta: «Perché non usiamo la nostra “immaginazione collettiva” per escogitare modelli sostenibili per una cyber-infrastruttura pubblica?»
PS: consigli per i lettori. Se non siete patiti della New media art, saltate a piè pari l'ultimo capitolo. E quando leggete che «È ora di rompere il consenso libertario» fate come se fosse «rompere il consenso liberista». L'ho tradotto io, ma questa non è certo opera mia. Geert, non volermene.
Neurohabitat. Cronache dall'isolazionismo
14 Marzo, 2008 15:12 in [
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Chiuso in casa, solo, sempre e soltanto da solo. Sospeso in un futuro immaginario, in cui è ambientata la storia, ma anche chiuso in un eterno presente. È il personaggio di Neurohabitat. Cronache dall'isolazionismo, l'ultimo fumetto di Miguel Ángel Martín pubblicato ora anche in Italia da Coniglio editore (80 pagine, 11 euro), nella quale le matite del disegnatore spagnolo tratteggiano un futuro che scaturisce dalla sua apocalittica visione del presente.
Torna in campo, infatti, il mondo cui Martín ci aveva abituato con il suo capolavoro Brian the brain, accompagnato dal tratto essenziale, quasi chirurgico, cui ha abituato i suoi lettori. Si tratta di un mondo caratterizzato dall’uso diffuso delle tecnologie genetiche e mediche, ma anche da quelle dell’informazione.
(Continua)
Tav e ponte: Le ragioni del no
14 Febbraio, 2008 15:13 in [
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movimento
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I media, e la politica di palazzo, li hanno dipinti come il “popolo del no”, ostacolo al progresso e al benessere del paese, ignoranti, egoisti interessati solo al cortile di casa e magari anche violenti. Eppure i movimenti che si scontrano contro una certa idea di progresso non sono solo portatori di un'idea differente di sviluppo e di benessere. Sono anche un esempio di democrazia e di un nuovo modo di rapportarsi al sapere tecnico e alla politica.
Non lo dice un Beppe Grillo qualunque, ma uno studio sociologico che si è concentrato su due mobilitazioni simbolo delle lotte contro le devastazioni ambientali: contro la Tav in Val di Susa e contro il ponte sullo stretto di Messina. Le conclusioni sono state pubblicate in un libro, Le ragioni del no (Feltrinelli, 192 pagine, 11 euro) da Donatella della Porta e Gianni Piazza, due studiosi dei movimenti sociali che hanno deciso di puntare l'obiettivo sui “cortili” di casa nostra per trarne un quadro che ai problemi locali si allarga ad abbracciare tematiche di interesse ben più ampio. Ne abbiamo discusso con Donatella della Porta.
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Il libro sacro del Prodigioso Spaghetto Volante
11 Febbraio, 2008 02:13 in [
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oppiodeipopoli
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S'è mai vista una religione seria senza Libro? No, ed era ora che il Prodigioso Spaghetto Volante, sua appendosità, manifestasse il suo volere anche nel paese di Bagnasco e della Binetti. Chi non conosce la storia della lettera aperta inviata dai suoi fedeli al consiglio scolastico del Kansas se la legga. Il Pastafarianesimo è una religione come si deve, e io mi sono mandato subito a prendere una maglietta per farle un po' di propaganda
Il libro invece non l'ho letto e non sono nemmeno riuscito a farmelo spedire dalla casa editrice (ma spero ancora). Comunque, amici fidati e devoti sparsi garantiscono che Il libro sacro del Prodigioso Spaghetto Volante di Bobby Henderson (Mondadori, 174 pagine, 15 euro) si trova già in libreria. Mi sorge un unico dubbio: il culto del Flying Spaghetti Monster confligge con quello del nostro Santo?