02 Luglio, 2008 11:42 in [recensioni , scienzocrazia , persone ]

Davvero scienziati ed esperti sono in grado di decidere quali sono i fatti e controllare la direzione del progresso? Sono alcune delle domande cruciali che si è posto, nella sua ormai trentennale attività di ricerca, il sociologo e antropologo della scienza francese Bruno Latour. Ora Eleuthera gli dedica un piccolo volume: Disinventare la modernità. Conversazioni con François Ewald (72 pagine, 8 euro), una lunga intervista che cerca di ripercorrere le tappe della sua carriera e i punti più importanti del suo pensiero.

Partiamo dal tipo di modernità che Latour si propone di disinventare. In Non siamo mai stati moderni l'antropologo francese aveva chiamato modernità la capacità di separare in modo netto – e artificioso – fatti e valori. Da una parte i fatti, verificati da una scienza neutrale. Dall'altra i valori, le scelte politiche, gli interessi. Oggi tuttavia secondo Latour non siamo più moderni, dato che questa separazione non è più possibile, e gli oggetti di cui il nostro mondo si è popolato sono sì diversi ma legati indissolubilmente tra di loro, che si tratti di microbi, ricercatori, valori etici, transistor...

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22 Maggio, 2008 12:59 in [biotech , controllo , scienzocrazia , palazzo ]

Mentre in Italia i migranti vengono discriminati sulla base di colore della pelle, faccia, reddito e paese di provenienza, il grande satana George Bush ha firmato il Genetic Information Nondiscrimination Act, una legge per impedire la discriminazione sulla base dei dati genetici. In un mondo in cui l'uso della genetica aumenta in modo vertiginoso e in cui in via teorica tutti potremmo conoscere i rischi che corriamo di contrarre alcune patologie, non è poco. La legge che era passata all'unanimità alle camere Usa - dopo qualche giochetto da parte di assicuratori e compagnia - è la prima al mondo dedicata in modo organico a questi problemi. La senatrice Olympia Snowe (repubblicana e sponsor del provvedimento), la chiama "la prima legge sui diritti civili del 21mo secolo".

In sostanza impedisce a datori di lavoro e assicurazioni a discriminare qualcuno in base al suo dna. Purtroppo però ha un bel po' di bachi: per esempio non vieta di cedere i dati a terzi e non si applica ai militari. Non rende impossibile la discriminazione, ma si limita a renderla illegale. Come deterrente sarà abbastanza forte? Se verrà presa a esempio dal resto del mondo, dovrà essere soggetta a un po' di dibattito in più. Anche se, di questi tempi, potremmo anche ritrovarcela peggiorata.

22 Aprile, 2008 11:04 in [biotech , controllo , scienzocrazia ]

Dopo quattro anni di calvario giudiziario potrebbe essere arrivato alla fine il processo contro Steve Kurtz, il professore libertario di Buffalo e membro del Critical Art Ensemble arrestato per bioterrorismo a causa delle colture batteriche che usava per le installazioni dell'Ensemble (nella foto l'ingresso di casa sua a Buffalo).

Ormai l'accusa era persecutoria, e cercava di farlo condannare per "frode postale" a causa della spedizione di batteri innocui tra lui e il Dr. Robert Ferrell, professore di genetica umana di Pittsburgh. Ora l'accusa può fare ricorso, ma tutto fa pensare che il caso sia chiuso. Chi vuole leggere l'assurda storia di Kurtz può leggerla qui oppure guardare il film Strange Culture. In italia un libro del Critical Art Ensemble è stato pubblicato da Eleuthera. L'avevo recensito per L'Unità. Ps: bentornato Steve!

14 Febbraio, 2008 15:13 in [recensioni , scienzocrazia , movimento ]

I media, e la politica di palazzo, li hanno dipinti come il “popolo del no”, ostacolo al progresso e al benessere del paese, ignoranti, egoisti interessati solo al cortile di casa e magari anche violenti. Eppure i movimenti che si scontrano contro una certa idea di progresso non sono solo portatori di un'idea differente di sviluppo e di benessere. Sono anche un esempio di democrazia e di un nuovo modo di rapportarsi al sapere tecnico e alla politica.

Non lo dice un Beppe Grillo qualunque, ma uno studio sociologico che si è concentrato su due mobilitazioni simbolo delle lotte contro le devastazioni ambientali: contro la Tav in Val di Susa e contro il ponte sullo stretto di Messina. Le conclusioni sono state pubblicate in un libro, Le ragioni del no (Feltrinelli, 192 pagine, 11 euro) da Donatella della Porta e Gianni Piazza, due studiosi dei movimenti sociali che hanno deciso di puntare l'obiettivo sui “cortili” di casa nostra per trarne un quadro che ai problemi locali si allarga ad abbracciare tematiche di interesse ben più ampio. Ne abbiamo discusso con Donatella della Porta.

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04 Febbraio, 2008 18:36 in [brainwork , scienzocrazia ]

Dopo varie traversie è finalmente online il blog degli anfibi, il gruppo di ricercatori, scienziati e comunicatori che da qualche mese ha scritto un manifesto sottoscritto ormai da più di cento persone. Il blog si propone di essere una fonte di informazioni ma anche un luogo di confronto, tra i cento anfibi ma anche con chiunque sia interessato al ruolo della comunicazione, terzo incomodo nell'armadio della camera da letto di scienza e società.

In questi giorni sta cominciando a popolarsi di articoli e, speriamo, comincerà a dar vita a un po' di dibattito. E se non avete ancora sottoscritto il manifesto, pensateci. Lunga vita!

04 Febbraio, 2008 02:42 in [catastrofe , eco , scienzocrazia ]

Con colpevole ritardo segnalo l'articolo di Jenner Meletti e Paolo Rumiz sulla Repubblica di un paio di settimane fa. E' la prima volta che la stampa nazionale si occupa della campagna NoTube, che ha scaldato la politica piacentina degli ultimi mesi: una serie di progetti per centraline idroelettriche sui corsi d'acqua più belli e importanti dal punto di vista naturalistico della provincia (su tutti, il Trebbia), depositati da una società presieduta da Chicco Testa, ha scatenato l'opposizione di un comitato ad hoc e della quasi totalità della popolazione della provincia.

Anche in questo caso è stata la mobilitazione dal basso a dare un segnale ai politici e ai tecnici che avevano propagandato le centraline come grande occasione di sviluppo. Per ora siamo arrivati a un pronunciamento unanime del consiglio provinciale, e al ritiro dei progetti più devastanti. Grazie a firme, manifesti, presidi, assemblee, ma anche grazie alla produzione di sapere scientifico-tecnico da parte del comitato. Si ritorna sempre lì: chi ha ragione? Loro o noi?

Qui potete scaricare l'articolo di Repubblica in pdf, e qui ascoltare la puntata dedicata a NoTube da Radio Laser. 

23 Gennaio, 2008 00:35 in [eco , mondo , scienzocrazia ]

La sindrome NIMBY, Not in my backyard, che pareva aver contagiato solo il famigerato "popolo dei no" nostrano, è arrivata anche in Cina. O meglio, è arrivata sui media. Soprattutto su YouTube, dove si possono vedere le proteste dei cittadini di Shangai contro l'estensione del Maglev, il treno a levitazione magnetica da 400 km/h. Proteste che sono rimbalzate anche sui media internazionali.

Secondo WorldChanging, le proteste sono state le più grandi avvenute a Shangai (una città che è stata spesso culla di movimenti sociali) dopo quelle anti-giapponesi del 2005. E sono state favorite dall'uso e dalla diffusione delle tecnologie del web, come i blog o la stessa YouTube, sulla quale è apparso questo commento: “Thank you Youtube! For giving us this space and allowing us to see the people’s reactions. Domestic websites are deleting our posts on the maglev faster than we can write them, and for such a large incident as this, the media is largely silent!

Di certo, i cittadini non vedono di buon occhio gli sventramenti che saranno causati dalla costruzione della nuova linea ad alta velocità, che in alcuni quartieri passerà sopra alle abitazioni e come minimo ne diminuirà il valore commerciale. Che la nuova sfida da affrontare dai governanti cinesi sia lo scontro con i movimenti locali? C'è chi la pensa così, come lo storico californiano Jeffrey Wasserstrom.

03 Dicembre, 2007 19:57 in [scienzocrazia , palazzo , torredavorio ]

Sul sito del Ministero della salute è uscito il bando di finanziamento riservato ai ricercatori con meno di 40 anni. Lo ha presentato il senatore Ignazio Marino. Se lo leggete bene, vedrete che non si parla solo di scienza: un'importante esponente degli anfibi aveva proposto a Marino di inserire nel bando una parte legata alla comunicazione e alla discussione pubblica dei risultati delle ricerche finanziate.

Il suggerimento è stato accolto in parte, ma anche travisato: nel bando si parla della necessità di attuare "iniziative di divulgazione delle tematiche di ricerca affrontate verso l'opinione pubblica". Verso l'opinione pubblica? Noi chiedevamo di dare ai cittadini la possibilità di discutere, decidere, capire. Di dire la loro, non di ascoltare e basta. Mettersi in gioco di più potrebbe servire anche ai ricercatori. 

Il bando completo è qui.

05 Ottobre, 2007 01:39 in [eco , mondo , scienzocrazia ]

Cervelli in fuga anche dall’Africa. È questo l’allarme che periodicamente si alza dalle istituzioni scientifiche africane. Fin qui niente di nuovo, l’Italia è maestra nel mandare i migliori laureati all’estero e nel far di tutto per non farli rientrare. Ma in questo caso stiamo parlando di ricercatori davvero importanti per un continente afflitto da continui problemi alimentari e agricoli: gli agronomi.

Un nuovo programma internazionale sponsorizzato da un fondo statunitense di quasi 5 milioni di dollari cercherà di aiutare i ricercatori a restare in Ghana. Una misura preventiva, da attuare prima che la loro fuga abbia inizio. Infatti non si tratta solo di farli tornare: un agronomo che si forma e lavora sul terreno, nel suo paese, potrà contribuire molto meglio all’agricoltura locale rispetto a chi impara in un laboratorio in Europa o Stati Uniti, le mete preferite dai cervelli in fuga africani. Ora la Alliance for a Green Revolution in Africa (AGRA), presieduta da Kofi Annan, ex segretario generale dell’Onu, collaborerà con l’Università del Ghana, a Legon, per lanciare un centro di miglioramento delle sementi, e con l’Università di KwaZulu-Natal in Sudafrica. I primi corsi partiranno nel gennaio del 2008, e in dieci anni AGRA conta di formare 120 dottori di ricerca africani, cresciuti lavorando sulle piante africane e sulle loro malattie, spesso diverse dalle nostre.

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30 Agosto, 2007 01:28 in [infotech , open_access , scienzocrazia , movimento ]

codice-binario.jpgPer tutto il mese di agosto ho tenuto un paginone settimanale su Liberazione, dedicato a scienza, rete, movimenti, sviluppo...

Si partiva con la scienza collaborativa online, aperta e orizzontale, per passare a Second Life (il giorno di ferragosto, cosa c'è di più adatto all'ombrellone?) e alla ristampa di Snow Crash di Neal Stephenson (Rizzoli, 551 pag, 11,60 euro), il romanzo che ha inventato il Metaverso.

Passata la sbornia di mojito e crema solare si arriva al rapporto, spesso ma non sempre conflittuale, tra scienza e movimenti, per concludere oggi con i problemi legati allo sviluppo: quale scienza e quale tecnologia per i paesi poveri?

26 Agosto, 2007 01:25 in [catastrofe , immaginari , scienzocrazia , movimento ]

armedwithpeerreview2.jpgAll'aeroporto londinese di Heathrow il Climate Action Camp della settimana scorsa ha dato vita a un movimento ecologista che ritiene che per salvare il mondo sia indispensabile un cambiamento sociale.

Guardate la foto qui a fianco. Gli attivisti marciano verso Heathrow sotto uno slogan esplicito: «siamo armati solo di scienza sottoposta a peer review». Quella che da anni avverte, sempre più compatta, che la catastrofe climatica si avvicina, e che la colpa è della CO2 prodotta dalle attività umane. Cui contribuiscono in misura crescente le emissioni dovute al traffico aereo, un settore in esplosione irrefrenabile.

Dal campo, organizzato secondo principi di risparmio energetico, vegano e alimentato da pannelli solari, ci arriva un nuovo esempio di uso diretto delle conoscenze scientifiche da parte di movimenti sociali. Avevate mai visto un corteo che invece del Libretto rosso di Mao sventola le pagine del rapporto su traffico aereo ed emissioni pubblicato dal Tyndall Center for Climate Research? Un movimento che fa un uso più smaliziato dei dati scientifici, certo, ma che non fa che mettere in atto quello che (quasi) tutti i governi del mondo si guardano bene dal fare, sotto alla cortina fumogena dei proclami ambientalisti.

Ma la salvezza non verrà certo dal nuovo business del carbon offset, denunciato occupando e bloccando le sedi di Climate Care Oxford e Carbon Neutral Company a Londra. Quello che reclamano dal Climate Camp, infatti, è qualcosa di più di una riduzione cosmetica delle emissioni: «Social change, not lifestyle change». E dal sound system a pedali del campo uscivano queste parole: «Non solo un cambiamento del clima, ma anche un clima di cambiamento».

11 Luglio, 2007 01:15 in [biotech , mondo , scienzocrazia , persone ]

Utili, indispensabili, ma mai neutrali. Sono le tecnologie riproduttive e genetiche, i cui effetti sulle donne, ma non solo, sono legati a diversi fattori: la classe sociale, la posizione geografica, gli interessi delle aziende. Lo sostiene Marsha Tyson Darling, studiosa statunitense e membro del Global Network for Women’s Reproductive Rights.

A Wonbit, il convegno su donne e biotecnologie che si è tenuto a Roma dal 21 al 23 giugno scorsi, Darling ha parlato di «Genere e giustizia nell’era del gene». La sua attenzione alle questioni sociali la ha portata a parlare di un «consumismo» riproduttivo, che ha effetti diversi alle diverse latitudini e che coinvolge classi e generazioni diverse.

Se infatti «le tecnologie riproduttive e genetiche emergenti hanno tantissimi effetti positivi», è vero anche che «alcune questioni, che hanno a che fare con i rischi e con gli impatti negativi sulle donne, restano sottovalutate».

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