Virtual Jihadi, arte o terrorismo?
21 Aprile, 2008 19:19 in [
controllo
,
videogiochi
]
Wafaa Bilal è un artista iracheno ma anche un oppositore del regime di Saddam che vive da anni negli Stati Uniti. Dopo aver scoperto che una pallottola americana aveva ucciso suo fratello, ha modificato il videogame Quest for Saddam videogame trasformandolo in Virtual Jihadi, uno sparatutto in cui il giocatore veste i panni dello stesso Bilal, trasformatosi in terrorista. E deve dare la caccia a George Bush.
Per Wafaa questa era una riflessione sofferta sulla vulnerabilità dei civili iracheni alle sirene del terrorismo e agli effetti dell'occupazione. Il gioco faceva parte di un'esposizione pubblica, ma dopo pochi giorni qualcuno ha chiamato l'FBI. Ora è stato censurato, ma la campagna per la libertà di espressione è già partita. La notizia non è nuova, ma guardatevi il gioco e la risposta di Wafaa alle accuse.
Uuuuuua-ta-ta-ta-ta-ta-ta-ta
05 Febbraio, 2008 17:44 in [
catastrofe
,
videogiochi
]
“L'olocausto
nucleare si è abbattuto sulla società moderna. In una
terra tetra e polverosa si aggira ciò che rimane della
civiltà: frotte di sbandati che vivono alla giornata, mutanti
e predoni a cavallo di motociclette e assetati di distruzione, uomini
retti che si battono in nome del Bene”. C'è bisogno di altro per riconoscere il mondo di Ken il guerriero?
L'intro e la notizia le rubo da Punto informatico, che annuncia la nascita del MMORPG (Massive multiplayer
online game) Hokuto No Ken Online, un mondo virtuale in cui potranno scannarsi migliaia di giocatori
contemporaneamente. In questi giorni in
giappone la casa produttrice sta reclutando i 15.000 volontari necessari per
testare la versione sperimentale: se capite il giapponese potete offrirvi e scegliere: scuola di Nanto o scuola di Okuto?
Faith Fighter, gioca all'odio religioso
21 Gennaio, 2008 01:04 in [
videogiochi
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oppiodeipopoli
]
Dalla solita Molleindustria un gioco nuovo di pacca: stavolta è Faith Fighter, un classico picchiaduro per sfogare il tuo odio religioso e spaccare il culo a chi non la pensa come te. Niente di più attuale, di questi tempi di religione unica di stato.
Scegli tra Ganesh, Gesù, Maometto, Buddha, Dio... e comincia menare le mani.
Prova a giocare, io ho usato Ganesh...
Code Monkeys
05 Settembre, 2007 01:36 in [
brainwork
,
recensioni
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videogiochi
]
Una sit-com, un cartone animato, ma soprattutto un tributo ai videogame degli anni ottanta. Code Monkeys, il nuovissimo show di Adam de la Peña, è semplicemente divertentissimo. Racconta le storie della GameAvision (vi ricordate la Activision?), una piccola ditta di videogiochi nei ruggenti ottanta, gli anni dell'esplosione dell'informatica e del personal computer.
I Code Monkeys nel gergo geek sono le "scimmie del codice", i programmatori alla catena di montaggio della rivoluzione informatica. E gli strambi lavoratori pixelosi della GameAvision, disegnati a 8-bit come gli arcade di una volta, hanno ben chiaro da che parte stare: ovunque, anche agli ordini di un miliardario texano che di videogiochi non capisce nulla e per testarli deve assumere un assurdo bambino coreano.
L'importante è non finire alla Bellecovision, la megaditta concorrente che ingabbia la creatività in una catena di montaggio alimentata a frustate.
In questo senso Code Monkeys incarna lo sconvolgimento dei sistemi di produzione e delle dinamiche lavorative che hanno seguito, ma anche dato vita, all'era del computer. Una bibbia per i brainworker contemporanei, e poi dove la trovate una sit-com con corridoi a ostacoli, pipistrelli e trappole comprese? In Italia non c'è ma potete vedervi qualche spezzone su YouTube. In eMule, ovviamente, si trovano tutti gli episodi.
Operazione: Pretofilia. Sia fatta la sua Volontè
La censura dell'integralismo cattolico si abbatte sui videogame ma si scontra con la forza della rete. Dopo l'intervento della delirante Lega anti-diffamazione cattolica e dopo l'interrogazione parlamentare di Luca Volontè dell'Udc, Molleindustria ha ritirato dal sito il suo nuovo videogame, Operazione: pretofilia.
Orrore, il gioco era un atto d'accusa contro le politiche di copertura del Vaticano nei confronti dei preti pedofili.
Come sempre succede, molti altri siti hanno deciso di pubblicare il gioco per aggirare le censure dall'alto, tra cui diversi blog della piattaforma NoBlogs di A/I.
Ma nella notte tra il 2 e il 3 luglio Dio ha telefonato in America, convincendo i gestori del server a oscurare tutta la piattaforma NoBlogs, vale a dire centinaia di blog, non solo quelli che mirroravano il gioco.
I risultati sono stati tre: testare il funzionamento del Piano R* di Autistici, una rete di server sparsi per tutto il mondo sviluppata proprio per resistere ad attacchi di questo tipo: dopo poche ore NoBlogs era tornato in piedi; verificare che (come hanno confermato gli avvocati del server Usa) il gioco in questione non aveva nulla di illegale, cioè non rappresentava nessuna istigazione alla pedofilia - casomai la metteva all'indice; aumentare ancora di più la fama e la diffusione del gioco, che ora potete trovare sul sito di Volontè, ma anche qui, qui, qui, qui, ecc
Buon compleanno videogame!
15 Maggio, 2007 21:35 in [
videogiochi
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memoria
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15 maggio 1967: Ralph H. Baer (foto), un ingegnere di origini tedesche non più giovanissimo, scampato alla persecuzione nazista degli ebrei rifugiandosi negli Stati Uniti con la famiglia, insieme al suo amico e tecnico elettronico Bill Harrison realizza il suo sogno di dare ai videogame la possibilità di raggiungere le masse.
Nel piccolissimo laboratorio di Nashua, NH, la prima consolle collegabile a uno schermo televisivo entra in funzione e inaugura un'era. La consolle si chiamava Brown Box, e nelle parole di Bauer il gioco Bucket Filling Game, in cui bisognava svuotare la metà blu dello schermo pompando con l'unico tasto a disposizione, «era primitivo, ma era solo l'inizio e fu divertente, almeno per un po' di tempo».
Dagli appunti di laboratorio del 15 maggio: «La prima partita è stata giocata da R.H. Baer e W. Harrison. Il nome del vincitore non verrà reso noto». Come scrive Benj Edwards su 1UP.com, «Mentre gli hippie nelle strade di San Francisco mettevano fiori nelle canne dei fucili, nel nevoso New Hampshire due uomini costruivano in modo artigianale il futuro del divertimento elettronico nel cuore di una macchina da guerra commerciale, la televisione. Nel maggio del 1967 i primi videogame del mondo - come li conosciamo oggi - fecero il loro silenzioso e modesto ingresso nel mondo».
Stop disasters game
05 Aprile, 2007 21:14 in [
catastrofe
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videogiochi
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Da Molleindustria
Se non siete riusciti a salvare il mondo con climate challenge non vi resta che prepararvi alla catastrofe climatica con stopdisastersgame.
L'online game che nasce da un'iniziativa dell'onu (l'ISDR) è basato su uno schema di gioco particolarmente appropriato che ricorda alla lontana SimCity e le sue apocalissi attivabili a comando. Il giocatore può scegliere tra vari scenari contraddistinti da particolari condizioni geografiche e da un caratteristico disastro "naturale": i caraibi e i loro uragani, l'australia e gli incendi, il mediterraneo e i terremoti e naturalmente l'asia del sud e gli tsunami.
(Continua)
Gioca a QWERTY warriors
07 Dicembre, 2006 01:42 in [
qwerty
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videogiochi
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Si chiama come
questo blog ma ha un ritmo molto diverso :)
È Qwerty warriors, un videogioco in flash in cui bisogna distruggere i robot nemici a colpi di tastiera, digitando delle parole prima di tre lettere, poi di quattro, poi di cinque...
Attenzione: crea in poco tempo dipendenza in chi usa la tastiera abitualmente. Provalo!
Chi vuole la tua PlayStation 3?
25 Novembre, 2006 01:13 in [
infotech
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videogiochi
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In Europa non è ancora uscita, ma i milioni di PlayStation 3 vendute in Giappone e Stati uniti stanno già facendo gola a chi ha bisogno di una grande potenza di calcolo. Le nuove consolle hanno processori particolarmente potenti (3.2GHz) che saranno perennemente connessi alla rete. Perchè non usarli per risolvere problemi computazionali?
La stessa Sony ha annunciato che le PlayStation potranno essere usate per funzioni di calcolo parallelo, e ha autorizzato Folding@home, un programma di simulazioni al computer per studiare il comportamento di alcune proteine interessate in patologie come Huntington, Alzheimer, Parkinson. Nata a Stanford nel 2000, Folding@home ha già utilizzato un milione di Pc sparsi per il mondo. Ma con 10.000 Ps3 che lavorano in parallelo si potrebbe raggiungere una potenza di calcolo di un teraflops.
Ovviamente sfruttando i momenti - di solito la maggior parte del tempo - nei quali il proprietario della PlayStation non gioca e quindi il processore non lavora ai videogame.
In fila ad aspettare di accedere a questa enorme montagna di tempo-macchina inutilizzato si sarebbero già messi anche progetti meno nobili. Secondo Gartner, un'azienda di e-business e tecnologia, i milioni di Ps3 che saranno in rete tra pochi mesi attireranno cybercriminali ansiosi di utilizzarne i teraflops.
Fame di giochi
25 Maggio, 2006 20:17 in [
immaginari
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McVegan
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videogiochi
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Due videogame, entrambi gratuiti e scaricabili dalla rete, affrontano da posizioni diverse i problemi legati a cibo, agricoltura, ambiente e fame. Si tratta di usare il videogioco come mezzo di comunicazione, e
Food Force e
McVideogame sono due esempi di come si possano saltare i confini tra generi utilizzando linguaggi originali per parlare di temi serissimi in modo moderno ed efficace…
continua