Attacco a Cryptome

«Dear Mr. Young,

This letter is to notify you that we are terminating your service for violation of our Acceptable Use Policy, effective Friday May 4, 2007. We are providing you with two week notice to locate another service provider.»

Da queste poche righe Cryptome, il sito di controinformazione di John Young (foto) ha appreso che il suo provider smetterà di fornirgli il servizio di hosting.

Il provider non fornisce alcuna spiegazione salvo accusare Cryptome di «Violazione delle policy di uso». Non è chiaro quale sia il legame tra questa misura e l'attività di Cryptome, un sito che funziona come una raccolta di informazioni relative a libertà di espressione, privacy, crittografia, oltre a documenti segreti dei governi di tutto il mondo. Noto anche per aver pubblicato foto segrete di soldati statunitensi morti in Iraq e liste di agenti dell'intelligence americana, Young ha avuto diversi problemi con la legge, comprese alcune visite della Fbi.

Ora il gestore di Cryptome si chiede se dietro alla decisione del suo provider ci siano pressioni governative o azioni legali segrete. Per saperlo, chiede ai responsabili del provider di scrivergli in forma anonima, se necessario per tutelare il loro posto di lavoro.

Update 2 maggio 2007: Cryptome è ora raggiungibile a questo indirizzo: http://cryptome.sabotage.org/

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La fisica di Chavez

«Un piano di destabilizzazione del paese.» Secondo la Asamblea Bolivariana de Trabajadores del Ivic la solidarietà raccolta dal fisico Claudio Mendoza, che è stato sollevato dal suo incarico di direttore di laboratorio dell’Instituto Venezolano de Investigaciones Cientificas per aver pubblicato su un quotidiano nazionale un articolo sarcastico sulla politica nucleare del Venezuela, è addirittura un caso di tradimento della patria.

La vicenda è esplosa dopo che nell’autunno 2006 Mendoza aveva attaccato il governo bolivariano di Chavez, che ha stretto un’alleanza in campo nucleare con l’Iran di Ahmadinejad e che viene accostato anche alla Corea del Nord, l’altro pretendente all’ingresso nel club atomico.

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Primo maggio 2007: Mayday!

Ci rivolgiamo ai precari e alle precarie, ai lavoratori e alle lavoratrici. Ai nativi ed ai migranti, uomini e donne. Ai contorsionisti della flessibilità, alle equilibriste del quotidiano. Ai cocoprecarizzati, alle interinali, alle false partite IVA, ai precari a tempo indeterminato e ai garantiti chissà fino a quando. Agli studenti, ai ricercatori, alle ricercatrici ed alle precarie della formazione e dell’informazione. A tutti/e quelli/e che cercano reddito e salario, a tutti/e coloro che pretendono diritti.

Let’s Mayday!

L’urlo che sette anni fa ha squarciato il silenzio imbarazzato dei media, e di ogni istituzione, di destra come di sinistra, che avvolgeva la questione precaria, si è trasformato oggi in una potente evocazione, in un riferimento unico, in una tappa imprescindibile della politica nazionale.

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Addio, triste mercoledì!

Ieri è morto Kurt Vonnegut. Aveva ottantaquattro anni.

Chissà se lo rivedremo sul pianeta Tralfamadore con Kilgore Trout.

Queste parole le ha rivolte agli altri scrittori di fantascienza:

Vi amo, figli di puttana. Voi siete i soli che leggo, ormai. Voi siete i soli che parlano dei cambiamenti veramente terribili che sono in corso, voi siete i soli abbastanza pazzi per capire che la vita è un viaggio spaziale, e neppure breve: un viaggio spaziale che durerà miliardi di anni

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Il Mit europeo non è fattibile?

Uno studio commissionato dal parlamento europeo conferma, per l’ennesima volta, che l’Eit (European Institute of Technology) non si farà. Almeno non nei termini definiti da Barroso e dalla commissione europea nel 2005.

L’idea di ricreare un’istituzione scientifico-tecnologica di punta, sulla falsariga del noto Massachusetts Institute of Technology di Boston, non convince. La creatura di José Manuel Barroso ha già incontrato diversi ostacoli sul suo cammino. Se inizialmente l’Eit doveva essere collocato in un’unica città europea, le proteste dei membri dell’Unione avevano già obbligato a fare marcia indietro. Ma nemmeno la seconda proposta, quella di una direzione centrale che coordinasse sei o sette sedi sparpagliate per tutta Europa, convince.

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Stop disasters game

Da Molleindustria

Se non siete riusciti a salvare il mondo con climate challenge non vi resta che prepararvi alla catastrofe climatica con stopdisastersgame.

L’online game che nasce da un’iniziativa dell’onu (l’ISDR) è basato su uno schema di gioco particolarmente appropriato che ricorda alla lontana SimCity e le sue apocalissi attivabili a comando. Il giocatore può scegliere tra vari scenari contraddistinti da particolari condizioni geografiche e da un caratteristico disastro "naturale": i caraibi e i loro uragani, l’australia e gli incendi, il mediterraneo e i terremoti e naturalmente l’asia del sud e gli tsunami.

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Come si comunica la scienza?

C'è Craig Venter anche nel libro di Yurij Castelfranchi e Nico Pitrelli, Come si comunica la scienza? (Laterza, 148 pagine, 10,00 euro). I due ricercatori, che si occupano del rapporto tra scienza e società, lo ritengono un esempio significativo di scienziato «post-accademico», tipico della fase nella quale i processi scientifici non sono più confinati all’interno dei laboratori e delle università ma devono aprirsi al dialogo con la società.

Alla scienza non basta più essere valida o corretta: deve essere anche socialmente robusta, cioè deve incontrare le esigenze, i problemi e le priorità dei cittadini. E per farlo deve parlare con loro e saperli ascoltare. Una questione di democrazia, dato che è ormai impensabile affidare soltanto all’esperto scelte importanti come quelle che riguardano, per esempio, la produzione di energia o la ricerca sulle cellule staminali. Per la scienza è anche un problema di sopravvivenza: per adattarsi, centri di ricerca e istituzioni scientifiche si stanno dotando sempre più spesso di uffici stampa, open days e campagne marketing.

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