Con ritardo di un mesetto segnalo che Science ha messo in copertina Banksy, il graffitaro illegale londinese ultra-trendy e ormai insopportabile per quanto appare in tutte le salse. Stavolta la sua opera serve per raccontare un esperimento: economisti hanno scelto 16 città di tutto il mondo e in ognuna hanno messo alcune persone a giocare a un gioco in cui dovevano scegliere se sacrificare il proprio vantaggio immediato a favore del bene comune.
Ovviamente, come in tutti questi esperimenti, sono emersi degli scrocconi, egoisti cattivoni che cercano di sfruttare la situazione a loro vantaggio, fregandosene della cooperazione e della legalità. Fin qui tutto normale, ma il bello è arrivato quando i ricercatori hanno dato agli altri la possibilità di punire i comportamenti antisociali infliggendo multe e castighi. Nelle città di Usa, Svizzera e Gran Bretagna, gli scrocconi hanno accettato la (giusta?) punizione e sono diventati più cooperativi. Invece, in quelle di paesi più autoritari come Russia, Arabia Saudita o Grecia, gli scrocconi non hanno chinato la testa e si sono vendicati di chi li aveva puniti, alla faccia del bene comune: è la "punizione antisociale", la vendetta degli scrocconi!
C’è chi conclude che le società capitaliste democratiche non si basano solo sugli interessi materiali ma anche sulle maggiori virtù morali dei loro abitanti. Science, nel commento alla copertina di Banksy, dice che "un comportamento umano che si potrebbe definire punizione antisociale può essere anche chiamato arte. Le istituzioni prosociali, come la campagna Tieni in ordine la Britannia, chiama il lavoro di Banksy vandalismo". Voi da che parte state?



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