Problemi di contratto? La precarietà ti fa venire la digestione pesante? Non cercare scuse: la flessibilità fa bene alla salute! Mentre la Mayday 2008 si avvicina, la scienza dà una spintarella ai manifestanti sostenendo che i precari si ammalano di meno degli altri lavoratori, anzi scoppiano di salute e benessere.
Alcuni ricercatori infatti si sono presi la briga di analizzare i comportamenti di 3.000 lavoratori di una multinazionale. I risultati, pubblicati sullo Psychologist-Manager Journal, dicono che una flessibilità maggiore è associata a una diminuzione delle assenze per malattia e a un rendimento migliore. Di conseguenza l’immarcescibile Joseph G. Grzywacz, autore dello studio, ci tiene a farci sapere che "programmi e policy che promuovono la flessibilità possono avere effetti positivi sulla salute dei lavoratori".
A parte la facile considerazione che la precarietà è sempre più al centro di chi si occupa di lavoro (anche se altri dicono che faccia male), qualcuno può dire al prof. Grzywacz che i precari non si ammalano meno, ma casomai vanno al lavoro anche con l’influenza? Lui l’ha provato un contratto in scadenza? Altro che malattia…

Secondo Jon Turney, science writer e ricercatore britannico che si occupa degli immaginari legati alla scienza, “tutti gli esseri umani sono futurologi”. Turney ama la scienza narrata, raccontata e i suoi legami con la cultura, e sostiene che “chi perde la capacità di immaginare il futuro non è un essere umano a tutti gli effetti”.
Dopo quattro anni di calvario giudiziario potrebbe essere arrivato alla fine il processo contro Steve Kurtz, il professore libertario di Buffalo e membro del 
Ci rivolgiamo a tutti e a tutte; uomini e donne, precari e precarie,
“Giuliano si era chiesto ancora una volta perché diavolo fosse necessario andare a prendersela su la Nord, la monnezza, che ce n’era più che abbastanza lì da loro.” È così, con un viaggio di monnezza su e giù per le autostrade martoriate italiane dalla pioggia, che anche i 