Oggi in edicola c’era il primo numero di un nuovo quotidiano, "Il clandestino". Nasce da un sito web a quanto pare molto visitato e, con una piroetta (in questi tempi di vacche magre per le vendite dei giornali), si lancia in un’edizione cartacea. Il bello è che gli editori sono i Caso, tristemente noti per vicende editoriali finite male, fallimenti seriali e strambe avventure imprenditoriali in sudamerica.
L’esempio migliore è Dieci, il quotidiano sportivo uscito per pochi mesi nel 2007 e chiuso dopo aver lasciato a casa senza pagare gli stipendi i giornalisti, e Globo, altro foglio con una storia simile. Materiale per tribunali più che per edicole.
Ci si chiede come sia possibile che editori che devono restituire migliaia di euro a lavoratori e credo anche fornitori possano aprire un ennesimo giornale. Se volete leggere un po’ cosa ne pensano i diretti interessati, guardate i commenti all’editoriale di lancio del giornale, farciti di persone che rivogliono i loro soldi! E fate in fretta perché stanno cancellando i commenti più scomodi (temo dovranno cancellarli tutti se va avanti così). Questo, per esempio, l’hanno già cancellato:
"E’ una vergogna che un bandito come Caso possa ancora uscire in edicola con un quotidiano dopo i fallimenti con Globo e Dieci. UNA VERGOGNA che un editore che regolarmente non paga i propri dipendenti (oltre ai fornitori) possa continuare a fare quello che vuole. Questa è l’Italia, scrivetelo sul Clandestino. Ah, piccolo inciso, il giudice ha stabilito che i Caso mi devono 13mila euro: vengo a prenderli da voi?"
Ed è solo uno dei tanti. Oppure potete leggere qualcosa sulla vicenda di Dieci sul blog Te lo do io dieci, fatto dai giornalisti trombati. Certo, la redazione del Clandestino non c’entra nulla con le magagne dei suoi editori. Anzi, meglio se stanno attenti al portafogli anche loro! Vedremo se e come risponderanno ai lavoratori trombati dai Caso. Interessante anche il sito della loro azienda, la Giornali e Associati Spa: in allestimento, manco a farlo apposta.
Tra l’altro ultimamente nuovi quotidiani ne sono usciti una cifra: in questo momento mi vengono in mente L’altro (pardon, Gli altri) di Sinistra e libertà, Terra dei Verdi o di quel che ne resta, e Il fatto di Padellaro e Travaglio. Alla faccia del mercato asfittico italiano. Scommettiamo che l’anno prossimo la maggior parte chiuderà? E il Clandestino, che come grafica, progetto editoriale e contenuti è di gran lunga il peggiore, lo vedo in pole position.