Dalla gratuità totale, a costo di far imbestialire le major del disco e di Hollywood, ai pagamenti volontari. Una parabola non certo rivoluzionaria, quella di Peter Sunde, uno degli ex admin e portavoce di The Pirate Bay, il sito svedese di peer-to-peer protagonista di gigantesche battaglie legali e innovazione tecnologica e di costumi che è ormai entrato di diritto nella storia di internet. L’ultima creatura di Sunde, che ha abbandonato Pirate Bay già da qualche mese, si chiama Flattr: un gioco di parole tra flat rate, cioè pagamento costante nel tempo a prescindere da quanto si usa un servizio, e flatter, che in inglese significa adulare. E’ ancora una beta version, cioè la versione sperimentale da testare per scoprire eventuali difetti, e per ora funziona a inviti. Ma il nuovo servizio di micropagamenti online è partito. Potete vederlo e mettervi in fila per avere un account su www.flattr.com, in attesa del debutto "ufficiale" che avverrà a fine marzo.
