Open access: i fisici delle particelle premono l’acceleratore

Al Cern di Ginevra si è svolto il primo meeting delle agenzie di finanziamento della fisica delle particelle, e si è costituito un consorzio per la pubblicazione open access delle ricerche, lo Scoap3 (Sponsoring Consortium for Open Access Publishing in Particle Physics).

È la prima volta che un intero settore scientifico si propone di convertirsi da un modello «paga chi legge» a uno «paga chi scrive» aperto. Ora si tratta di trovare una forma di finanziamento per le pubblicazioni, che nel modello attuale si erano sostenute – con alti profitti – tramite la vendita degli abbonamenti, e che dovranno invece essere finanziate da apposite agenzie.

«Soffia un vento di cambiamento e con lui la possibilità di sperimentare nuovi modelli – in questo il Cern è percepito come un pioniere del nuovo paradigma di pubblicazione e Scoap come un progetto pilota per lo sviluppo futuro della pubblicazione scientifica», ha dichiarato Pēteris Zilgalvis della Commissione europea.

Al meeting hanno partecipato responsabili di moltissime istituzioni scientifiche europee e diversi Paesi, dalla Max Planck Society al’European Committee for Future Accelerators. Senza contare l’appoggio dei consorzi di biblioteche, che hanno risposto con entusiasmo a questo tentativo di sgravare le loro spalle degli enormi costi degli abbonamenti.

Per l’Italia era presente Graziano Forma dell’Istituto nazionale per la fisica nucleare, che ha assicurato il «pieno supporto» dell’Infn «allo spostamento verso un sistema Open access per le pubblicazioni nella fisica delle alte energie». Il Journal of High Energy Physics della Sissa di Trieste, che aveva già tentato la strada dell’open access, ha dichiarato di essere disposto ad abbracciare una politica di sponsorizzazione che consenta un accesso illimitato agli articoli. Per quanto riguarda i costi che implica una scelta di questo genere, Jhep ha affermato: «siamo riusciti a dimostrare che è possibile ridurre i costi garantendo al contempo il massimo rigore nella peer review».

Anche gli editori si stanno adeguando: le riviste edite dall’American Institute of Physics, dall’American Physical Society, da Elsevier e da Springer hanno già iniziato a prospettare agli autori la possibilità che i lettori possano accedere liberamente agli articoli da essi redatti. Il consorzio di pubblicazione dello «European Physical Journal» ha abbassato il prezzo dell’opzione open access e ha annunciato di voler cambiare il suo approccio ai diritti d’autore.

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