Prendiamo il dna anche ai bambini?

L’idea è di Gary Pugh, capo della sezione scientifica di Scotland Yard e della Association of Chief Police Officers. Prelevare e catalogare il dna dei bambini delle scuole, se mostrano comportamenti che indicano che in futuro potrebbero diventare criminali, qualunque cosa ciò significhi.

Secondo Pugh, "dobbiamo scoprire chi potrebbe rappresentare la minaccia maggiore per la società", e più sono giovani meglio è, se li si scheda per motivi di sicurezza. I loro dna si aggiungerebbero ai 4,5 milioni di campioni già raccolti in Gran Bretagna: il più grande database d’Europa, ma secondo Pugh "il numero di crimini non risolti dice che non stiamo campionando le persone giuste". Infatti una schedatura più ampia sarebbe difficile, anche per motivi tecnici ed economici (per ora). Si tratta di scegliere meglio le persone, cominciando dai bulli che rubano le merende dei compagni.

 Più avanti di tutti, comunque, c’è Disney World: per accedere a molte attrazioni occorre lasciare la propria impronta digitale in una delle macchinette all’ingresso. Per evitare scambi e compravendite di biglietti, naturalmente.

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