Code Monkeys

Una sit-com, un cartone animato, ma soprattutto un tributo ai videogame degli anni ottanta. Code Monkeys, il nuovissimo show di Adam de la Peña, è semplicemente divertentissimo. Racconta le storie della GameAvision (vi ricordate la Activision?), una piccola ditta di videogiochi nei ruggenti ottanta, gli anni dell’esplosione dell’informatica e del personal computer.

I Code Monkeys nel gergo geek sono le "scimmie del codice", i programmatori alla catena di montaggio della rivoluzione informatica. E gli strambi lavoratori pixelosi della GameAvision, disegnati a 8-bit come gli arcade di una volta, hanno ben chiaro da che parte stare: ovunque, anche agli ordini di un miliardario texano che di videogiochi non capisce nulla e per testarli deve assumere un assurdo bambino coreano.

L’importante è non finire alla Bellecovision, la megaditta concorrente che ingabbia la creatività in una catena di montaggio alimentata a frustate.
In questo senso Code Monkeys incarna lo sconvolgimento dei sistemi di produzione e delle dinamiche lavorative che hanno seguito, ma anche dato vita, all’era del computer. Una bibbia per i brainworker contemporanei, e poi dove la trovate una sit-com con corridoi a ostacoli, pipistrelli e trappole comprese? In Italia non c’è ma potete vedervi qualche spezzone su YouTube. In eMule, ovviamente, si trovano tutti gli episodi.

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